La minaccia secessionista nel Sud della Nigeria

In alcuni stati del sud est della Nigeria operano formazioni separatiste che si rifanno all’esperienza storica della Repubblica del Biafra e mirano a creare uno stato indipendente. La principale di esse è l’Indigenous People of Biafra (IPOB), guidata da Nnamdi Kanu. Tali formazioni organizzano proteste che spesso degenerano in disordini e scontri e sono inoltre accusate dal governo di compiere azioni terroristiche. Attualmente il movimento separatista non è in grado di realizzare il proprio obbiettivo, ma può danneggiare l’economia e il funzionamento delle istituzioni nelle zone in cui opera.

Una ferita ancora aperta

Alla base dell’attuale situazione vi è il malcontento di vasti settori della popolazione di etnia Igbo, che fin dall’indipendenza del Paese si sente marginalizzata dalle istituzioni, in primo luogo sul piano economico. Presente su tutto il territorio nazionale, tale gruppo etnico abita principalmente in cinque stati del sud est (Enugu, Ebonyi, Abia, Imo e Anambra) che compongono quello che alcuni commentatori chiamano l’Igboland.
Tale sentimento di esclusione ha portato nel 1967 alla proclamazione di uno stato indipendente, la Repubblica del Biafra, che non è stato riconosciuto dalla maggioranza della comunità internazionale. Tale territorio è stato prima accerchiato militarmente e poi riassorbito dopo un periodo di guerra durato trenta mesi dalle forze armate nigeriane.
I movimenti secessionisti come l’IPOB descrivono la guerra del Biafra come un “genocidio”, un conflitto che, secondo le stime, ha portato alla morte di circa un milione di persone di etnia Igbo. L’obbiettivo dei gruppi attualmente attivi è di spingere tale popolazione (che secondo stime riferite al 2021 si attesta sui 30 milioni di persone) a emanciparsi dalla Nigeria creando un proprio stato, realizzando in sostanza il progetto fallito negli anni Sessanta.


Mappa della Nigeria con evidenziata l’area a maggioranza Igbo – Fonte: Wikimedia.

Nemico pubblico

Mazi Nnamdi Kanu ha cominciato la sua azione nel campo politico nel 2009 su Radio Biafra, un’emittente basata a Londra che svolge da anni un ruolo di propaganda per la causa secessionista, come presentatore e giornalista radiofonico. Nei suoi programmi è solito usare toni violenti nei confronti delle istituzioni nigeriane. È stato arrestato una prima volta nel 2015 per reati quali il tradimento, la turbativa dell’ordine pubblico e la violazione dei diritti umani. Liberato su cauzione, è fuggito dal Paese per essere poi arrestato nuovamente in Kenya ed estradato in patria nel giugno 2021. Egli è attualmente detenuto e sotto processo. Nel 2017 l’IPOB è stato dichiarato fuorilegge dalle autorità nigeriane in quanto organizzazione terrorista.
In realtà, il gruppo guidato da Kanu non è né il primo né l’unico che si rifà all’esperienza del Biafra. È stato Ralph Uwazuriuke, fondatore della formazione secessionista Movement for the Actualization of the Sovereign State of Biafra (MASSOB), che ha affidato a Kanu il ruolo di guida di Radio Biafra. Fondato nel 1999, il MASSOB è stato dichiarato fuorilegge nel 2001. Un’altra formazione ancora attiva è il Biafra Zionist Movement.
L’IPOB ha assunto rilevanza sul piano nazionale a partire dal 2012, fino ad oscurare in termini di capacità di mobilitazione le altre formazioni, che tuttavia continuano ad essere operative. Questo successo è dovuto alle abilità comunicative e alla retorica estremista di Kanu. Costui, fra l’altro, ha saputo sfruttare meglio dei rivali le potenzialità delle nuove tecnologie, come i social media, riuscendo ad acquisire visibilità e a crearsi una considerevole base di consenso fra i giovani Igbo. Rispetto alle organizzazioni affini, l’IPOB rappresenta la corrente di pensiero più radicale, che rifiuta le trattative con le istituzioni (favorite invece da alcuni) per assumere un atteggiamento di confronto totale. Mentre le altre realtà portano avanti principalmente azioni di disobbedienza civile che si rifanno alla dottrina della non violenza, i sostenitori di Kanu tendono a ricorrere alla violenza e all’intimidazione. Nel dicembre 2020 essi hanno dato vita a una formazione paramilitare, l’Eastern Security Network (ESN). Allo stato attuale non esistono stime attendibili sul numero di miliziani di cui dispone l’ESN.


Foto: Nnamdi Kanu, leader dell’IPOB – Fonte: Wikimedia commons.

A un’attenta analisi, tuttavia, l’IPOB si differenzia dalle altre formazioni essenzialmente per le modalità operative preferite per ottenere l’obbiettivo finale comune a tutti, ossia la secessione dell’Igboland dalla Nigeria. Un’altra differenza (anch’essa in realtà di rilevanza ridotta) riguarda la delimitazione del territorio del Biafra, che per l’IPOB deve includere anche la regione del Delta del Niger, scelta che non è condivisa da altri gruppi e da parte della popolazione. Questa sostanziale comunanza di intenti spiega il sostegno espresso pubblicamente dal rivale MASSOB a Kanu e all’IPOB nella loro lotta e, in linea teorica, rende possibile la fusione delle varie realtà in un’entità unica.
Nella loro propaganda, Kanu e i suoi non esitano a sfruttare le crescenti tensioni etniche che avvengono in aree della Nigeria diverse dall’Igboland e che vedono principalmente contrapporsi i Fulani (in grande maggioranza musulmani) ad altri gruppi etnici. Tali tensioni portano in maniera crescente a scontri armati fra le varie comunità, in particolare negli stati della fascia centrale della Nigeria (la cosiddetta Middle Belt). L’IPOB accusa l’attuale capo dello stato nigeriano Muhammadu Buhari (di etnia Fulani), di voler islamizzare e sottomettere i vari gruppi all’etnia Fulani. L’obbiettivo dei gruppi separatisti è strumentalizzare queste questioni per spingere gli abitanti dell’Igboland, dove le stesse in realtà non sono rilevanti, a vedere nelle istituzioni federali una minaccia non solo sotto il profilo economico e sociale, ma anche etnico e religioso.

Sit-at-home

Nonostante la massiccia presenza di forze di sicurezza, negli stati del sud est prosegue l’azione dei separatisti. Inoltre, gli abusi compiuti da poliziotti e militari (quali estorsioni e omicidi extragiudiziari) contribuiscono ad alienare vasti settori della comunità locale. Le misure prese contro Kanu e la sua organizzazione hanno avuto l’effetto involontario di farne delle vittime agli occhi di coloro che nutrono del malcontento verso le istituzioni, rendendoli popolari anche in altre zone della Nigeria, come la Middle Belt. Nel corso degli ultimi anni le proteste organizzate dall’IPOB sono state particolarmente frequenti negli stati di Abia, Anambra, Cross River, Delta, Enugu, Imo e Rivers.